Ferite estese sul muso e sul corpo. Oggi iniziamo a lottare perché possano trasformarsi in cicatrici. Per prima cosa vedi la ferita. Grande, aperta, proprio sotto l’occhio, che scende lungo la guancia. Poi ne vedi altre: sulla spalla, sul fianco, sulla schiena. In alcuni punti sembrano conseguenze di gravi ustioni, in altri profonde lesioni della pelle e dei tessuti. Solo dopo un po’ inizi a vedere Fido. Un cane nero, dal pelo lungo e arruffato, con grandi orecchie, dolce e tranquillo, che sta lì in mezzo a tutto questo e continua ancora a guardare l’essere umano. Ed è proprio da qui che vogliamo cominciare. Perché Fido non è una ferita. Non è l’ennesima immagine drammatica proveniente dall’Ucraina. È un cane il cui corpo ora deve essere ricomposto, pezzo dopo pezzo.
Fido è stato sottratto a un uomo durante un intervento della polizia. E in realtà potremmo concludere qui il racconto della sua vita precedente. Non vogliamo costruire tutta la sua storia intorno a ciò che gli è accaduto. Basta guardare il corpo di Fido per capire che, per moltissimo tempo, non ha ricevuto ciò di cui aveva bisogno. Ora tutto deve andare nella direzione opposta. Le ferite devono essere pulite, protette e curate fino alla completa guarigione. Bisogna tenere sotto controllo il dolore, prevenire le infezioni, monitorare i tessuti danneggiati, cambiare le medicazioni, somministrare i farmaci e osservare ogni fase successiva della ricostruzione della pelle. Con lesioni di questa gravità non bastano una visita e una benda. Ci saranno altri giorni, settimane e spese che arrivano molto più velocemente della nuova pelle.

Ed è proprio qui che abbiamo bisogno di te. Guarda Fido ancora una volta, ma prova per un momento a immaginarlo tra qualche settimana. Immagina lo stesso muso senza la ferita aperta sotto l’occhio. Il fianco, dove al posto del tessuto arrossato comincia a comparire nuova pelle. La schiena che lentamente torna a ricoprirsi di pelo. Un cane che non deve più salire in macchina per andare a farsi pulire ancora una volta le ferite, ma che semplicemente esce per una passeggiata. È proprio per questa immagine che stiamo lottando oggi. Non perché ci faccia pena per un momento, ma perché, tra qualche tempo, queste fotografie siano soltanto l’inizio della sua storia e non la sua fine.
Perché, nonostante tutto, Fido è un cane docile. Si lascia accompagnare. Permette all’essere umano di stargli accanto. Ed è difficile non pensare a quante volte, in passato, quella stessa vicinanza possa aver significato per lui qualcosa di completamente diverso. Ora una mano deve dargli una medicina. Deve sistemargli la medicazione. Deve accarezzarlo. L’auto deve portarlo dal veterinario, non in un altro posto terribile. L’essere umano, di fronte al quale Fido avrebbe avuto ogni motivo per chiudersi, oggi deve diventare colui grazie al quale il suo corpo potrà finalmente cominciare a smettere di soffrire. Anche tu puoi essere quella persona per Fido, anche se non lo toccherai mai.
Portarlo via è stato il primo passo. Ora dobbiamo compiere tutti quelli successivi. Accompagnare Fido attraverso le cure, le medicazioni, gli esami diagnostici, i farmaci e l’intero processo di guarigione. Non possiamo lasciarlo a metà strada solo perché le immagini peggiori sono già state scattate e l’intervento si è concluso. Per Fido è proprio adesso che comincia la parte più importante: riprendersi lentamente il proprio corpo. Giorno dopo giorno. Centimetro dopo centimetro. Oggi vedi le ferite. Noi vogliamo, tra qualche tempo, mostrarti le cicatrici. Poi il pelo. E poi semplicemente Fido, che finalmente non sente più dolore. Aiutaci ad accompagnarlo lungo tutto questo percorso.
La campagna termina
Ottobre 25, 2026